Chi sale per la prima volta su un’auto elettrica nota subito una cosa curiosa.
Niente marce da cambiare.
Niente frizione.
Niente scalate.
Non è una scelta fatta per semplificare la guida.
È una conseguenza diretta di come funziona il motore elettrico.
Il motore elettrico è in grado di fornire la coppia massima fin da zero giri.
Questo significa che l’auto parte subito con decisione, senza bisogno di aumentare gradualmente il regime come accade nei motori termici.
Nei motori benzina o diesel, invece, la coppia utile arriva solo a determinati giri.
Per questo serve il cambio: mantenere il motore sempre nel range di funzionamento corretto.
La maggior parte delle auto elettriche utilizza un riduttore a rapporto fisso.
Questo componente trasmette il movimento dal motore alle ruote in modo continuo, fluido e senza interruzioni.
Il risultato è una accelerazione lineare, silenziosa e senza strappi.
Niente passaggi di marcia.
Niente ritardi.
L’assenza del cambio tradizionale porta con sé un vantaggio pratico importante.
Ci sono meno parti meccaniche soggette a usura.
Niente frizione da sostituire.
Niente sincronizzatori.
Niente gestione complessa dell’olio cambio come nelle auto tradizionali.
Alcune auto elettriche sportive adottano cambi a due rapporti.
Lo fanno per ottimizzare accelerazione e velocità massima.
Si tratta però di casi particolari.
Per l’uso quotidiano, un solo rapporto è più che sufficiente.
L’auto elettrica non è “più semplice” perché manca il cambio.
È progettata in modo diverso.
La tecnologia ha eliminato un componente che non serve più.
E lo ha fatto migliorando comfort, efficienza e affidabilità.